27/02/2011
Trobador

Ho cercato una frase d’amore perduta,
ma era smarrita tra le pieghe del tempo.
L’ho inseguita su per i ripidi pendii di pareti ghiacciate,
lungo gli argini di fiumi che si mescolavano con il fango,
e poi giù nelle profondità tra le alghe fosforescenti degli abissi.
Ma ogni volta prima di afferrarla, con un guizzo fuggiva via da me.
Pensai che avesse paura di farsi trovare,
e mi convinsi che era inutile continuare ad inseguirla.
Così cercai di dimenticarla, di lasciarla andare per il suo cammino,
di farle attraversare senza fretta i boschi innevati
e poggiare le sue orme leggere sulla sabbia del mare;
lasciai che si sentisse libera di volare insieme ai gabbiani
e tornare a terra dolcemente come una foglia d’autunno.
E mi dimenticai di volerla tenere solo per me,
mi scordai che c’era stato un tempo in cui avrei voluto farla prigioniera,
in cui bramavo tenerla avvinta con catene d’inchiostro alla mia pagina bianca.
Quando smisi di cercarla, fu lei ad avvicinarsi a me,
con il frullare leggero di un battito di farfalla
sussurrando parole profumate di musica al mio orecchio.
Mi disse che ora poteva tornare da me,
che ora non aveva più paura,
ed infine riversò in me tutto quell’amore,
quello che aveva pazientemente raccolto
attraversando col suo passo lento tutto il mondo.
00:21 Scritto da: deep_seeker in Voglia di se(n)s(s)o | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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18/01/2011
Pioggia
Cade la pioggia.
L'odore impregna tutto, intorno a me, le scarpe bianche che poggiano sul fango che scorre scivolando a rivoli sull'asfalto.
Fermo inchiodato in silenzio sentendo che lacrime e pioggia si fondono incontrandosi insieme al suono battente che scorre indifferente come se potesse annullare il dolore.
Tutto scivola, tutto si mescola, il desiderio è che tutto cancelli.
Chiudo gli occhi sotto i capelli bagnati che si lasciano inondare dalla pioggia e spalanco le mie braccia verso il cielo, per lasciare che l'acqua mi entri dentro e porti via con sè tutti i miei desideri che non posso raggiungere, le mie speranze che bruciano dentro e chiedono di non fare più così male.
Penetra nel profondo ma non mi tocca, non riesce a raggiungere il centro e vi scivola sopra ogni volta intorno senza impregnarlo. È un guscio troppo intimo e duro, che non si rompe e non si lascia forzare.
Non è questo il posto.
Non è qui sotto quest'acqua sporca che devo stare.
C'è un diamante prezioso e luminoso, una pietra viva unica al mondo che aspetta, pulsando.
Via da questa pioggia, da questo asfalto, da questa autostrada senza senso che vuole lavare via le incrostazioni del fango che protegge quella pietra.
È il viaggio. Quello fuori che si fa per dare voce all'altro intimo tuffarsi nelle profondità dei paesi dell'anima.
Scompaio dentro di me e porto la mia Samsonite grigia, correndo fino a quel palazzo di vetro e di acciaio. Teste di giganti mi guardano, massicce come pietre gigantesche a cui nulla sfugge. Telecamere ghiacciate come i cuori degli dei che sorvegliano le mie mosse per colpire.
Ho messo per voi la mia giacca, e la cravatta che mi sta appesa al collo come il vostro guinzaglio preferito, per tenermi dentro il mondo che avete sognato per me, regalandomi con amore il privilegio di esserne prigioniero.
Stringo la mia valigia mentre sento che il vostro interesse si accende, insieme alle piccole dolci spie rosse che cominciano a pulsare per avvertire che mi sto avvicinando alla stanza proibita. Ci sono più porte per entrare, e sembrano tutte aperte, ma io non cedo e giro lentamente intorno, a cerchi più stretti. Tutti gli occhi delle teste giganti di pietra scandagliano il percorso e cercano di leggere sul mio volto le intenzioni. Ma mi avete insegnato troppo bene a mostrare ciò che altri volevano per lasciarvi capire che state guardando un grosso felino, che sotto la sua calma apparente ha i muscoli tesi e pronti a scattare.
Non ora, ancora un giro intorno alla prossima porta, e intanto avverto il profumo, il calore, la luce che si trova lì nella stanza attorno alla quale continuo a girare. Nessuno può portarla via, anche se sembra lì a portata di mano. Entro nella stanza, fuori calmo come ogni altra persona che fino a pochi minuti fa vi era dentro, e sono solo al suo interno. Sono uguale a prima, indecifrabile nel mio desiderio, ma con le mani più leggere.
Divento uno degli altri mille che sono entrati, hanno guardato e goduto della bellezza e poi, senza rischiare nulla se ne sono andati, mille cloni apparenti di me stesso che ora confondono le telecamere. Dove sono finito? Chi è dentro la stanza e chi fuori?
È in quel momento che l'urlo delle sirene esplode frantumando il brusio delle voci e inondando l'aria fino a renderla irrespirabile.
I tappi di cera reggono.
Il diamante, la pietra viva è scomparsa. Tutti corrono, terrorizzati, fuggendo in ogni direzione. Le teste di pietra hanno un sussulto, ma i monitor lo trasformano in un tronfio sorriso. Le grate di metallo, con la precisione del sofisticato meccanismo che le controlla, sono calate di schianto nello stesso preciso istante in cui è stato tentato il furto. Le telecamere rincorrono l'interno della stanza, dove il diamante è scomparso, pavimento, pareti, soffitto, gli agenti accorrono davanti alle grate.
Nessuno.
Solo allora, sotto una delle porte, si accorgono che una valigia grigia, una Samsonite da viaggio, è rimasta incastrata sotto la porta rivelando l'anima in acciaio a nido d'ape che ha retto alla pressione dei possenti pistoni idraulici che avevano spinto giù la grata.
Uno spazio di poche decine di centimetri, lo spazio sufficiente per la fuga di un agile felino.
12:42 Scritto da: deep_seeker in Voglia di se(n)s(s)o | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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12/01/2011
Considerando...
Prigioniero. E non sai perché.
Non puoi uscire, ma sai che perlomeno puoi partire e cercare.
Ma cosa?
E' allora che arriva il botto, violento, inaspettato, improvviso.
E ti ritrovi fuori.
Fuori dove ti aspettano i carcerieri.
Figure malvagie e violente, da incubo.
Ma c'è la musica. E tu la puoi seguire.
E dietro di Lei, come castelli di carte, i nemici crollano uno dietro l'altro.
(sono dentro di te)
Ad ogni porta che richiudi te li ritrovi sempre più spaventosi, ma intanto tu ti trovi un po' più in là.
Infrangi, come loro, il muro della realtà.
Proprio quando pensi di essere fuori, ti uccidono.
E' solo allora che scopri che non sei morto, sei solo libero dalla paura e dalle illusioni in cui per una vita hai avuto fede.
11:59 Scritto da: deep_seeker in Voglia di se(n)s(s)o | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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25/10/2010
Oltre
Oltre gli orizzonti.
Significa andare molto in alto, o in dentro, giù nel profondo.
Per cercare delle Ragioni.
Nascoste.
Qui parafrasato da me, ma lo diceva Richard Bach, che di professione prima di scoprirsi scrittore faceva il pilota di aeroplano.
Il viaggio, come ci hanno già detto e ridetto e ancora detto, mette in collegamento il dentro ed il fuori, l'esterno e l'interno, l'altissimo ed il profondo, il sopra e il sotto.
Non c'è nessun viaggio, se vero, che non siano due viaggi.
Anche nel mezzo del cammin di nostra vita - nel quale ora anche io mi trovo - Dante si smarrì in una selva oscura.
Aveva paura, ma lo aspettava un viaggio nell'aldilà e nell'aldiqua, terribile e meraviglioso. E il suo viaggio, il più famoso della storia, doveva essere scritto. Perchè?
Lui stesso ce lo dice!
"Ma per trattar del ben ch'io vi trovai, dirò dell'altre cose ch'io v'ho scorte... "
Virgilio, Paolo e Francesca... Beatrice!
Questo significa andare in alto, o in dentro, giù nel profondo. Queste sono le ragioni - oltre gli orizzonti - nascoste dietro le nubi.
Ma le mie dove sono? E quale sarà il ben ch'io troverò?
Forse è il Mio Nome che devo trovare. Quello che esprime il mio destino.
Deep, profondo. Seek, cercatore. Ma anche Trobador, dall'etimologia incerta che lascia a me lo spazio di sentirmi cantastorie, compositore romantico, cercatore, in ogni caso qualcuno che al viaggio associa l'incontro e l'amore e ad entrambi il bisogno di raccontare.
CI SONO URGENZE DENTRO CHE CERCANO ESPRESSIONE FUORI.
E SE NON GLIELA OFFRIAMO ESPLODONO E CI UCCIDONO.
C'E' AMORE DENTRO?
SI', FORSE TROPPO.
E ALLORA LASCIAMOLO USCIRE
09:39 Scritto da: deep_seeker in Voglia di se(n)s(s)o | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: significato, vita, senso, realizzazione | OKNOtizie |
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24/10/2010
Only One Exit
Rialzati Deep
Sollevati da terra e non badare alla gamba destra che non sopporta più il tuo peso.
Non spaventarti per la spalla sinistra che sporge anomala dal corpo.
Non far caso al dolore alla mano
Ma togliti il casco e sfila i guanti.
Guarda il tuo corpo e le cicatrici che gli hai lasciato addosso,
e i tuoi occhi in fondo ai quali vedi i segni lasciati sul volto dell'anima.
C'è una sola strada davanti a quello specchio.
E devi riuscire ad attraversarla
17:31 Scritto da: deep_seeker in Voglia di se(n)s(s)o | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: soluzione, amore, vita, senso | OKNOtizie |
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